Appalto a cooperativa: quali rischi

Spesso si sente parlare nelle imprese di dare in appalto a una cooperativa lo svolgimento di certi lavori o la fornitura di personale al committente, ma occorre stare attenti ai rischi che questo comporta.

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Requisiti dell’appalto.

Il contratto di appalto per essere lecito deve prevedere tutta una serie di clausole formali e deve possedere determinate caratteristiche richieste dalla legge.

Al contrario, invece, la presenza di alcuni degli indici può far pensare ad un appalto non genuino e quindi occorre evitare accuratamente di incorrere in questo errore.

Infatti, la Cassazione (tra le tante sentenza n. 3178/17) ritiene che gli indici per cui si potrebbe ritenere illecito un appalto sono:

  1. la richiesta da parte del committente di un certo numero di ore di lavoro;
  2. l’inserimento stabile del personale dell’appaltatore nel ciclo produttivo del committente;
  3. l’identità dell’attività svolta dal personale dell’appaltatore rispetto a quella svolta dai dipendenti del committente;
  4. la proprietà in capo al committente delle attrezzature necessarie per l’espletamento delle attività;
  5. l’organizzazione da parte del committente dell’attività dei dipendenti dell’appaltatore.

Situazioni di rischio per una cooperativa

Sono quindi del tutto sconsigliabili le seguenti situazioni:

  • corrispettivo per servizio reso di € x/ora per ogni unità e per l’intera durata contrattuale.
  • Il personale della cooperativa è stabilmente inserito nel ciclo produttivo della Genus Dei;
  • La cooperativa svolge la prestazione di servizio prevista attraverso l’utilizzo di strumenti, locali e mezzi, locati dallo stesso Committente attraverso un contratto di “Comodato d’Uso”
  • Il lavoro dei dipendenti della Cooperativa viene organizzato dagli amministratori della committente.

Se ricorrono queste circostanze, la Committente potrebbe essere esposta a due rischi legali connessi al rapporto di appalto/mandato:

  • in caso di ispezione del lavoro da parte dell’INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro): la mancanza dei predetti requisiti potrebbe essere sottoposta alla sanzione amministrativa pecuniaria  stabilita nell’importo di €. 50 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di lavoro, in ogni caso non inferiore ad €. 5.000 e non superiore ad €. 50.000 (artt. 1 e 6, D. Lgs. 15 gennaio 2016, n. 8);
  • in aggiunta alla predetta sanzione o in alternativa, anche nel solo caso di vertenza da parte dei dipendenti della Cooperativa: la mancanza dei predetti requisiti sarebbe idonea a qualificare come non genuino il contratto di appalto, con la conseguenza che la società potrebbe essere chiamata a corrispondere le differenze retributive tra il trattamento percepito dai dipendenti del consorzio e quello previsto dal ccnl applicato dalla società (differenze retributive), una indennità risarcitoria compresa tra 2,5 e 12 mensilità e l’accertamento di un rapporto di lavoro alle dirette dipendenze della società a tempo indeterminato.

Riccardo Fratini

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