Prescrizione dei crediti di lavoro: la Cassazione 2025 consolida l’orientamento unitario

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La questione: quando inizia a decorrere la prescrizione dei crediti da lavoro?

Nel diritto del lavoro, la prescrizione dei crediti retributivi richiede di individuare il momento dal quale decorre il termine quinquennale e di verificare il tipo di rapporto, la natura del credito e gli eventuali atti interruttivi.

In sintesi

La sentenza della Corte di Cassazione n. 26958/2025 ha esaminato la decorrenza della prescrizione in una controversia riguardante un socio lavoratore di cooperativa. Il richiamo alla cessazione del rapporto è collegato alla verifica concreta della stabilità della tutela e del possibile metus: non è una regola automatica identica per ogni rapporto di lavoro.

  • il termine ordinario dei crediti retributivi è normalmente quinquennale, salvo diversa previsione applicabile;
  • la decorrenza va collegata al tipo di rapporto, al credito e alla concreta possibilità di esercitare il diritto;
  • occorre sempre verificare gli atti interruttivi e la disciplina speciale eventualmente applicabile.

Contenuto aggiornato al 17 settembre 2026. La ricostruzione che segue distingue i principali contesti lavorativi e non sostituisce la valutazione del caso concreto.


Che cosa chiarisce Cass. 26958/2025

La pronuncia n. 26958/2025 della Sezione Lavoro riguarda un socio lavoratore di cooperativa e si colloca nel filone che valuta se, durante il rapporto, il lavoratore disponga di una tutela sufficientemente stabile per agire senza il timore di ritorsioni. Quando tale stabilità manca, la decorrenza può essere collegata alla cessazione del rapporto.

Il principio non elimina la necessità di esaminare la singola posizione: contano la fonte del credito, il regime di tutela applicabile, la data di cessazione e gli eventuali atti di costituzione in mora o altri atti interruttivi.


Il quadro non è identico per tutti i rapporti

Nel pubblico impiego contrattualizzato, le Sezioni Unite, tra l’altro con la sentenza n. 36197/2023, hanno valorizzato la possibilità di far valere il credito durante il rapporto quando manca una situazione di metus, salvo i crediti che nascono soltanto alla cessazione. Questa disciplina non può essere trasferita automaticamente a ogni altro rapporto.

Anche nel lavoro privato la decorrenza dipende dalla stabilità della tutela e dal regime concretamente applicabile, comprese le modifiche introdotte dalla legge n. 92/2012 e dal d.lgs. n. 23/2015. È quindi improprio parlare di una regola universale o di una retroattività automatica.

Per la quantificazione del credito e la prova delle differenze retributive si veda anche Differenze retributive: come si calcolano, quali prove servono e quando si prescrivono.


Conseguenze pratiche

Per verificare se un credito è prescritto occorre ricostruire le date, la disciplina del rapporto, la sua eventuale stabilità e tutti gli atti interruttivi. La cessazione può essere il punto di partenza in determinate situazioni, ma non consente da sola di estendere la soluzione a ogni lavoratore o a ogni voce retributiva.

Per datori di lavoro e lavoratori è prudente conservare buste paga, contratti, comunicazioni e diffide, così da consentire una verifica documentale completa prima di assumere iniziative.

Fonti ufficiali


Hai un dubbio sulla prescrizione di crediti di lavoro o differenze retributive?

La decorrenza dipende dalla natura del credito, dalle caratteristiche del rapporto e dagli eventuali atti interruttivi. Per valutare il caso concreto è possibile richiedere un consulto.


Hai una questione specifica?

Per valutare un caso concreto in materia di diritto del lavoro, previdenza sociale o pubblico impiego, puoi richiedere un consulto.

Riccardo Fratini

Avvocato del lavoro e della previdenza sociale.
Attività professionale, studio e ricerca in materia di diritto del lavoro, previdenza sociale e pubblico impiego.