PARTITA IVA
PARTITA IVA

Dal 2008 ad oggi, infatti, i lavoratori autonomi a partita IVA (ovvero, i piccoli imprenditori, gli artigiani, i commercianti, i liberi professionisti, i coadiuvanti familiari, etc.) sono diminuiti di 297.500 unità (-5,5%), mentre la platea dei lavoratori dipendenti è invece aumentata di quasi 303.000 unità (+1,8%).

La corrispondenza tra questi due dati deve far pensare: gli sgravi per le assunzioni hanno incentivato il lavoro dipendente rispetto a quello autonomo per le imprese, che progressivamente hanno trasformato i loro “finti” lavoratori autonomi in dipendenti.

I veri lavoratori autonomi (tipicamente l’avvocato, il consulente di alto livello, il medico con lo studio privato) non potrebbero mai essere assunti da un altro ente: hanno i loro clienti che sono tanti e ognuno contribuisce un po’ al loro reddito.

Si parla di “finti autonomi” quando si allude invece a quei lavoratori che sono formalmente a partita IVA o co.co.co., ma in realtà lavorano per una sola impresa, magari con una postazione dentro i locali aziendali e un orario di lavoro stabilito dal committente.

Perché le imprese assumono “finte” partite IVA?

Ovviamente perché risparmiano in tasse e contributi, che per i lavoratori autonomi sono a carico dei lavoratori, mentre per i dipendenti le pagano le aziende.

In aggiunta non c’è tutela contro il licenziamento né per malattia o infortunio.

Perché il governo non fa qualcosa per impedirlo?

Perché non può. 

Ci sono delle leggi che vietano questo comportamento da parte delle aziende, ma l’unica vera soluzione sarebbe abolire il lavoro autonomo e questo non è possibile, sia perché ci sono dei veri lavoratori autonomi, sia perché una simile legge sarebbe contraria alla Costituzione.

Sono una Partita IVA o un co.co.co., che posso fare per tutelarmi?

il Jobs Act ed altre leggi hanno cercato di rendere più difficile questo atteggiamento delle imprese, ma per diventare efficaci le sanzioni previste hanno bisogno che il lavoratore stesso si attivi e faccia causa.

In particolare il lavoratore può chiedere al Tribunale di essere riconosciuto come dipendente dell’azienda e quindi ricevere lo stesso trattamento dei lavoratori subordinati (ferie, mensilità aggiuntive, malattia, infortunio e altro).

Questa domanda può essere avanzata anche dopo che il rapporto di lavoro è terminato e in tal caso il lavoratore ha diritto alle differenze retributive già menzionate sopra e, in caso di sussistenza del licenziamento ingiustificato, anche una indennità di licenziamento che può arrivare, a seconda dei casi, anche a 36 mensilità di retribuzione.

Chiarimenti? Problemi al lavoro? Scrivimi! Cerco di darti una mano!

Riccardo Fratini
info@riccardofratini.it

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Partita IVA o un co.co.co., che posso fare per tutelarmi? rimedi e soluzioni sono disponibili, ma solo se ti attivi. Scrivimi!
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